12 Ottobre 2015 - QUOTIDIANO DI SICILIA - INTERVISTA AL PRESIDENTE FARACI

D. I tecnici del Cas stanno lavorando per appurare le responsabilità del caso. Ci può dare gli ultimi aggiornamenti?

R.In questo momento non si tratta di individuare le responsabilità, ma di operare nell’esclusivo interesse degli utenti garantendo la sicurezza della viabilità, eliminare il materiale caduto dal costone, attiguo al tracciato autostradale, nella carreggiata con la conseguente chiusura della tratta ed il trasferimento  della viabilità nella carreggiata opposta. Infine stabilizzare il costone per evitare la riproposizione di altri crolli che potrebbero avere dimensioni più consistenti utilizzando il varco determinatosi in questi giorni.

 

D. Avete effettuato un monitoraggio delle arterie che gestite e di eventuali altri rischi di frana? Oppure eventi di questo genere non possono essere prevenuti nemmeno con una meticolosa manutenzione?

R. Entrambe le cose. Nel senso che la rete autostradale è costantemente monitorata. Nella verifica anche gallerie, viadotti e ponti.
Ovviamente ci sono eventi naturali che non si possono prevedere. Pertanto anche il Consorzio, come le altre istituzioni che operano nel territorio, si avvale della altissima professionalità della cabina di regia della Protezione Civile nazionale e di quella della Regione Siciliana in grado di preavvertire sugli accadimenti di quella portata. Le manutenzioni riescono a coprire gli eventuali segnali dei deterioramenti del tempo – anche il cemento armato ed il ferro hanno tempi di vita limitata – sottoforma di crepe o similari, ma certamente nulla si può fare in caso di calamità naturale che è l’evento imprevedibile per antonomasia.

 

D. A metà settembre lei ha aggiornato tutti i più importanti interventi da eseguire, o in corso di esecuzione, per la messa in sicurezza della Messina-Palermo. Ci può dare il quadro complessivo dei principali interventi sulle autostrade gestite dal Cas?

R. Il CAS ha un piano triennale ed uno annuale dei lavori da eseguire.
Nel primo caso è un tempo abbastanza sufficiente per avviare e concludere specifiche progettazioni anche con i visti ed i nulla osta da parte di altri uffici istituzionali che, secondo la vigente normativa, concorrono alla definizione dell’atto.
Ovviamente il piano annuale, per sua caratteristica temporale, riguarda interventi più veloci ed in questo caso rientrano, in genere, lavori di manutenzione più misurati. Esempio: rattoppi d’asfalto, sostituzioni lampade e guardrail ecc.
Tengo a precisare che in tutti i casi gli affidamenti alle imprese avvengono sempre secondo le norme di legge e le direttive della Autorità Nazionale Anticorruzione.
Sul sito istituzionale sono riportati i due Piani (triennale ed annuale), l’iter delle gare d’appalto e le assegnazioni, qualsiasi notizia riguardante le manutenzioni eseguite, i lavori in corso d’opera e gli stati di avanzamento.

 

D. Quanti fondi avete e quante ce ne sono da spendere su prevenzione e manutenzione delle strade?

R. Le uniche fonti d’entrata del Consorzio sono gli incassi da pedaggio. Con questi bisogna sostenere le spese di gestione, del personale e quelle riferite a lavori,  sia ordinari che straordinari.
Sulla base dell’atto di Convenzione con il Ministero Infrastrutture che disciplina la attività della rete autostradale assentita, circa un terzo delle somme incassate deve essere dedicato ai  lavori di manutenzione.
Per le costruzioni di nuove tratte o per specifici interventi (quali ad esempio i lavori del Viadotto Ritiro, la riqualificazione delle gallerie Capo d’Orlando e Tindari, la costruzione dei Lotti 6-7-8 della Siracusa Gela) il Consorzio ha fatto ricorso a specifici finanziamenti Europei, Statali e Regionali.
In sostanza, il Consorzio Autostradale spende annualmente svariate decine di milioni di euro ponendosi, in tal modo, come la più rilevante stazione appaltante della Sicilia,  per spesa e lavori, seconda solo alla stessa Regione.
Una grande responsabilità, gestita dall’Amministrazione che presiedo e dalle Direzioni ed Uffici preposti alle attività operative, con estremo rigore e trasparenza perché le tre tratte autostradali (ME-PA, ME-CT e SR-Gela) appartengono alla Sicilia ed ai siciliani che ne sono i principali fruitori. A questi bisogna dare conto e soddisfazione, spendendo il denaro  dell’ente con accortezza, allontanando eventuali potenziali infiltrazioni mafiose e commistioni.
Oggi l’autostrada non è solo una grande infrastruttura ma è il mezzo per esaltare la economia della Sicilia, per valorizzare il turismo, per ottimizzare le città e perfino uno strumento di occupazione. Impegno e ruolo di cui sentiamo giornalmente il peso e la gravità.